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Intervista a Roberto Tupone membro fondatore dell'Associazione Linux Club Italia

Sembra strano ma la storia che sto per raccontare inizia circa 400.000 mila anni fa. Quando l'uomo dell'età della pietra, viveva nelle grotte, sentiva freddo, era al buio senza luce e non sapeva come difendersi, tranne tirando i sassi. Come gli altri animali, egli aveva paura del fuoco e la sua vita era molto breve rispetto ad oggi, non avendo nessuna difesa contro le fiere e le malattie.

Ad un certo punto però l'umanità ha smesso di aver paura del fuoco ed ha cominciato ad utilizzarlo. Poi nel 2500 a.C. Ha scoperto la metallurgia e nell'800 a.C. il ferro.

Passando dall'età della pietra all'età del fuoco, l'uomo era geneticamente lo stesso, ma la società era completante cambiata. Non si fuggiva più di fronte alle fiere e si possedevano armi per difendersi, dapprima l'arco poi le armi di metallo con le quali si poteva anche attaccare. Tutto era cambiato, anche la carne si cucinava e si evitavano molte malattie.

La massima espressione tecnologica dell'età del fuoco e del ferro si può considerare la locomotiva a vapore, fatta di ferro e di carbone, inventata poco prima dell'uso dell'elettricità.

Ma gli uomini, oltre che del fuoco, avevano paura anche del fulmine. Circa 2500 anni fa i Greci scrivevano che prendendo una resina, cioè l'ambra, e sfregandola essa attraeva dei pezzi di materia. Quindi intuirono che tra l'ambra e il metallo c'era qualcosa in mezzo che attraeva e l'ambra si chiamava "electron".

Passarono più di 2000 anni quando attorno al 1870 iniziarono le prime grandi applicazioni dell'energia elettrica soprattutto con tre importanti invenzioni: il telefono (derivato del telegrafo), la lampadina e il grammofono. Pochi anni dopo, nel 1895 Guglielmo Marconi fece la prima trasmissione ad onde radio. Quindi in quegli anni misero le basi del cellulare: che è un telefono, fatto di luce (display), di audio (grammofono) e di onde radio. Verso il 1925 vi fu la prima trasmissione televisiva: la TV è composta di lampada (tubo catodico), grammofono (audio) e onde radio, ci sono quindi le tre invenzioni.

Nel 1969 ecco la rete ARPANET. La comunicazione è molto importante, ed anche nella difesa, per coordinare un esercito, è indispensabile. Basta interrompere la comunicazione che l'esercito va allo sbando. Durante le guerre mondiali venivano infatti distrutti sia i ponti fisici che i ponti radio del nemico, cercando così di portarlo allo sbando e vincere la guerra. La rete ARPANET divenne quindi, oltre che un progetto civile, anche un progetto di difesa sul quale fu investito molto denaro. Si intendeva creare una rete di comunicazione indistruttibile negli USA in maniera che, anche bombardando una zona della rete, la comunicazione non si interrompesse. E' impossibile rompere la comunicazione via internet o, quanto meno, è molto difficile. Internet è un'evoluzione di Arpanet che a sua volta è sempre un'evoluzione principalmente del telefono, ma non solo.

Nel 2001 in Italia si ha il boom di Internet. C'è il G8 a Genova. Un carabiniere spara a Carlo Giuliani. Se questo non fosse successo nel 2001, ma ad esempio 5 anni prima, la notizia che ci sarebbe giunta sarebbe stata diversa. Il carabiniere avrebbe sparato un colpo in aria, il colpo, rimbalzando su un sasso lanciato da un manifestante, avrebbe colpito Carlo Giuliani. Questa è la versione che si è tentato inizialmente di far passare. Ma nel 2001 molti manifestanti avevano sia macchine fotografiche che telecamere digitali e, inviando le immagini tramite internet verso Indymedia, la menzogna è stata immediatamente cancellata. Senza la tecnologia, il carabiniere avrebbe tenuto per anni questa bugia dentro di se, sarebbe stato ricattabile dagli altri suoi colleghi, e avrebbe vissuto una vita d'inferno. I manifestanti in maniera inversa avrebbero visto la scena ma non avrebbero potuto dimostrare la verità, non essendo in possesso di strumenti per farlo, ed avrebbero vissuto anch'essi una vita di rancore verso le istituzioni.

Invece, in questa maniera, i manifestanti ne sono usciti orgogliosi di aver potuto far emergere la verità e, sembra assurdo, ma la madre di Carlo Giuliani è diventata senatrice. Non è facile diventare senatori in Italia.

Internet in quel frangente si è rivelato in un piano superiore alla TV nel compito di far passare l'informazione.

Quella che viviamo oggi è l'età della telecomunicazione. Per questo ho parlato dell'età del ferro e del fuoco. Geneticamente siamo uguali ai nostri antenati, ma viviamo un grande cambiamento della società.

Nel 2001 c'è stato anche il crollo delle Torri Gemelle e, anche se ancora non sappiamo come sono andate veramente le cose, si è parlato molto di Bin Laden e delle sue cellule di terroristi connesse tramite internet. Sono successe diverse cose nel 2001: c'è stato il boom di Napster, è nata Wikipedia, le Creative Commons, ecc.

All'epoca del G8, i grandi potenti valutarono che l'economia del mondo era ormai cambiata. A differenza del passato non era più un'economia basata principalmente sui prodotti materiali. Perlomeno nell'Occidente il commercio di beni materiali era ormai ridotto al 30%, mentre il 70% era diventato economia basata sull'immateriale. Cioè sul software, la musica, il video, i viaggi, i servizi, ecc.

Una bella fetta dell'immateriale è il software ed è per questo che Bill Gates è uno degli uomini più ricchi del mondo. Però tra economia del materiale e dell'immateriale c'è una grande differenza.

Ad esempio, fino a 20-30 anni fa, la più grande azienda italiana era la Fiat che, per produrre automobili, doveva prima costruire le fabbriche, acquistare macchinari e materie prime (ferro, plastica, vetro, ecc.), retribuire migliaia di operai, pagare i trasporti, fare la manutenzione. E queste spese aumentavano progressivamente con l'aumentare della produzione. Mantenere in piedi una struttura così imponente aveva quindi dei costi altissimi. Proprio per questo bastava molto poco ad andare in crisi e lo Stato era costretto a darle assistenza. Lo Stato aveva molte risorse, quasi tutto era dello Stato.

Fino a quando non è stata inventato la locomotiva, il mondo era immenso. Mia nonna in Abruzzo, se avesse avuto le possibilità per fare il suo viaggio di nozze, sarebbe andata non oltre Roma. Roma era distante. Per fare 100 km. erano necessari giorni di cammino. Ancora oggi, i vecchi che suonano la pizzica nei posti remoti del sud Italia, se hanno la possibilità di suonare a Roma, vedono questa cosa come importante, come suonare nel centro del mondo. All'epoca di mia nonna si sapeva che la Cina esisteva, ma solo tramite i libri o per sentito dire. Il mondo era immenso, e quindi gli stati erano enormi. Essi erano delle potenze grandiose.

Qualche tempo fa un mio amico che ha una squadra di Rugby a Roma, è andato a fare una partita con una squadra di Cuba. Fino a pochi anni fa una cosa del genere sarebbe stata impossibile. Oggi vai su internet, vai su un sito di Cuba, trovi la squadra e organizzi la partita.

Oggi Cuba è dietro l'angolo. Questa è la grande potenza dell'economia dell'immateriale. Ma quando il mondo ha cominciato a rimpicciolirsi anche gli stati hanno iniziato a perdere la loro potenza. Internet ha dato la spinta più grande affinchè il mondo divenisse una sfera piccola piccola.

Le prime ad aver tratto vantaggio da questo processo sono state le aziende. Esse hanno cominciato a zompettare ed a fare import-export da una parte all'altra del mondo. In questa maniera sono nate le grandi multinazionali che oggi conosciamo.

Per fare un esempio parliamo di Microsoft. Essa inizialmente acquisì con 50.000 dollari un sistema operativo di nome Dos e si accordò con IBM per vendere i computer con quel sistema operativo pre-installato. Il Dos in seguito venne sviluppato trasformandosi in Windows 3.1. E' soprattutto per merito di questo accordo con l'IBM che Windows in seguito si diffonderà ovunque.

Ora supponiamo che il Dos fosse venduto solamente negli USA e che invece qualche anno dopo Windows 3.1 fosse venduto anche in Europa. Che in seguito, la nuova versione Windows '95, fosse venduta anche in Australia e Windows 98 anche in Asia, in Africa ed India. E andando avanti così fino alla versione di Windows XP e successive vendute in tutto il mondo.

Cosa c'è di diverso in questa economia rispetto a quella dei beni materiali?

Ci sono delle differenze fondamentali e delle distorsioni immense. A differenza della FIAT, la Microsoft non ha bisogno di fabbriche, di grandi macchinari, di migliaia di operai. Non ha bisogno di materie prime poichè il software è immateriale. Il trasporto si riduce al trasporto di un pezzettino di plastica che è il CD o addirittura viene effettuato via web. Quindi i costi di produzione e di trasporto sono bassissimi. Inoltre, aumentare la produzione non è un problema, poichè trattandosi di digitale, si possono fare copie perfette all'infinito con un costo irrisorio. In questa maniera la percentuale di guadagno è elevatissima non essendoci l'incidenza delle spese. La Microsoft oggi è talmente cresciuta che sembra abbia lo stesso PIL di uno stato come l'Etiopia.

Per mantenere ed aumentare il loro enorme potere economico, le multinazionali tendono ad eliminare ove possibile tutta la concorrenza, ma sono costrette a lasciare in vita alcune aziende concorrenti per non rendersi ree di monopolio o di posizione dominante e rischiare di essere perseguite dalle "scomode" leggi antitrust.

Come tutti gli stati, anche le multinazionali hanno i loro ambasciatori, che sono i vari direttori dei rapporti con le istituzioni. Ogni direttore ha i suoi dipendenti, che vengono chiamano agenti o commerciali. Queste Lobbies, oltre al cercare di intercettare appalti statali, hanno il compito di fare in modo che le leggi degli Stati non creino problemi allo sviluppo dell'azienda ma anzi, che la difendano e l'aiutino.

Per fare in modo che le aziende dell'immateriale possano continuare ad avere le loro entrate, necessitano di leggi sempre più restrittive sul diritto di copia, poichè esse quasi sempre vivono del copyright (software, discografia, cinema, editoria libraria) o dei brevetti (farmaceutica, ogm, ecc.). Pertanto le lobbies cercano di convincere i politici a modificare le leggi sul copyright prolungandole il più possibile e rendendole sempre più aspre. In questa maniera, tendono ad impedire all'umanità di essere libera di copiare e studiare un programma. La loro potenza e ricchezza dipende dall'ignoranza e dalla sottomissione della popolazione.

Un caso famoso è quello di Topolino. Nel 1998 stava per scadere il copyright per molti dei suoi primi cartoni animati. Topolino stava per essere liberato. La Disney con i suoi lobbisti convincono i politici statunitensi a far cambiare la legge ed a prolungare il copyright facendogli raggiungere i 95 anni di tutela. Topolino è quindi ancora schiavo della Disney. Nessuno può fargli fare cose diverse senza il permesso della Disney e questa può continuare ad incassare le rendite del copyright. E' ovvio che quindi i lobbisti tentino di far durare il copyright il più possibile.

Poichè gli Stati restano ancora i più grandi detentori di beni "materiali", il secondo compito importante del lobbista, è di cercare di convincere il politico a privatizzare ed a vendere tutti i beni "materiali" dello Stato. Tra la prima e la seconda Repubblica in Italia, si cominciò sempre più a parlare di liberismo e fu in quel periodo infatti che iniziò la privatizzazione massificata. Berlusconi è giustificabile per questo tipo di politica, poichè egli, essendo l'uomo più ricco d'Italia, è ovvio che avendone le possibilità economiche, voglia comprare tutti i beni possibili dello Stato, che tra l'altro vendono valutati a prezzi molto favorevoli rispetto a quelli dei privati. Ma, e ciò sembra assurdo, lo stesso comportamento è stato portato avanti anche dai governi di centro sinistra. Non dovrebbe aver senso per la sinistra portare avanti certi programmi, ma è questo che rende bene l'idea di quanto le lobbie delle grandi multinazionali siano potenti e convincenti.

Lo stato ha cominciato quindi a vendersi tutto e, tramite giornalisti e televisioni, è stato facile ingannare anche la popolazione e convincerla che la privatizzazione potesse avere un senso.

Facciamo un esempio, le case popolari: un lavoratore romano vive al centro della città, a Trastevere, in una casa popolare e paga un affitto mensile sostenibile. Ad un certo momento lo stato decide di privatizzare le case popolari proponendo l'acquisto a chi ci abita. Il lavoratore fa il mutuo e si compra la casa. Egli è felice di poter avere finalmente una sua casa di proprietà. In seguito arriva l'euro e con esso il potere di acquisto del suo stipendio si dimezza. Egli inizia a non avere più la forza di mantenere se stesso, la sua famiglia ed a pagare il mutuo della casa e quindi decide di venderla. Con la somma ricavata acquista una piccola casa e si trasferisce in periferia. La casa in Trastevere viene acquistata da una persona più ricca. Questi dopo un po' di tempo decide a sua volta di rivenderla e nei vari passaggi il prezzo diviene sempre maggiore. Ad un certo momento la casa comincia a costare troppo per una persona e solamente un'azienda ha la forza economica necessaria per acquistarla. Pian piano quindi passa nelle mani di un'azienda, poi di un'altra più grande, finchè non giunge nelle mani di una multinazionale.

Ci siamo venduti tutto quello che era di proprietà nostra e dello stato alle multinazionali. Gli ultimi governi italiani sono arrivati persino a privatizzare le ville monumentali.

In Abruzzo ci sono delle montagne che erano libere e belle. Noi ci comportavamo bene e non avevamo bisogno di leggi e divieti: amavamo la montagna. Un giorno hanno deciso di destinarle a Parco e tutti all'inizio eravamo contenti di questo. Dopodichè iniziarono ad apparire dei cartelli con su scritto: non andare fuori dal sentiero, non fare questo, non fare quello. Poi misero la Guardia Forestale. Il parco non fu più libero! Continuando di questo passo presto arriverà un politico che dirà: "privatizziamo la Guardia Forestale, diamola in gestione ad un'azienda... lo stato non è capace di gestirla come un'azienda... lo Stato fa troppi sprechi !!!" Poi dopo qualche anno l'ennesimo politico dirà: "vendiamoci il parco, tanto ormai c'è il confine..."

Ormai siamo diventati capaci di venderci anche l'acqua e l'aria: con il trattato di Kyoto ad esempio, un'azienda non può inquinare più di un limite altrimenti deve pagare. Ma se essa non può inquinare più di 100 può però comprare da quella che inquina 80 quel 20 di aria che a quest'ultima azienda gli spetta di inquinare.

Le leggi di Bruxelles oggi ricadono su tutta l'Europa. Si stima che le grandi multinazionali abbiano schierato a Bruxelles circa 15.000 lobbisti. Un deputato del parlamento europeo ha quindi attorno a se una ventina di lobbisti che lo invitano a pranzo, a cena, ci fanno amicizia e sono anche simpatici perchè, se fossero antipatici, verrebbero subito licenziati o spostati. Un lobbista deve conoscere il suo deputato, in modo tale da vestirsi, comportarsi e parlare in modo adeguato per accaparrarsi il suo favore. Così, quando si tratterà di votare una legge, come farebbero tutte le persone oneste, anche il deputato si confronterà con i suoi amici e con le persone che gli sono intorno prima di prendere una decisione. Il deputato quindi si confronterà con i suoi amici lobbisti, gli unici che essendo pagati saranno sempre presenti, e loro lo spingeranno a fare la cosa migliore per le multinazionali: sì alla privatizzazione, sì all'inasprimento del copyright.

Il parco è bello ma c'è anche la parte brutta, l'Europa unita è bella ma c'è anche la parte brutta, internet è bello ma c'è anche la parte brutta.

Se non ci fosse il software libero il nostro destino sarebbe quello di non avere più nulla. Quello che ci teniamo stretto oggi, prima o poi nostro figlio lo venderà, perch si troverà in difficoltà economiche.

Questo presente assomiglia al Medioevo, in cui il marchese (la multinazionale), oltre a ricevere la decima sulla terra (gli affitti, ecc.), oggi riceve la decima sul copyright. Un medioevo tecnologico. Noi pensiamo che ci ribelleremo e che ci libereremo da questo medioevo tecnologico, ma non è così facile.

Immaginiamoci il futuro: un'azienda ti offre l'automobile aziendale, il cellulare aziendale, la casa aziendale, il computer aziendale, insomma, tutto quello che ti serve per vivere e consumare. Ma se non ti sottometti alle regole dell'azienda essa ti licenzia e tu perdi tutto, perchè tutto quello che avevi era aziendale. Tu dopo un po' vai a lavorare per un'altra azienda che ti avverte che se sgarri ti licenzia. Chiaramente in quel futuro (presente!) le persone di spirito libero che non sanno sottomettersi andranno direttamente in un carcere, privatizzato anch'esso come già sta accadendo negli USA.

In Italia le leggi degli USA arrivano più tardi, per fortuna, ma arrivano! Ed in America le violazioni di copyright sono considerate reato federale e possono comportare, in sede civile, multe fino a 100.000 dollari.

Quando ti compri un CD di Windows ti vendono un programma che viene chiamato "eseguibile" scritto dai programmatori in un codice, ovviamente. Tutto il funzionamento del computer dipende dal sistema binario, un codice fatto di zeri e di uno che a seconda di come li combini si trasformano in comandi eseguibili per il computer. Poi ci sono codici che semplificano il lavoro del programmatore, quindi più accessibili all'uomo. Ad esempio il codice ASCI, cioè le lettere dell'alfabeto, i numeri e gli altri caratteri.

Il codice sorgente di un programma è un codice ancor più vicino all'uomo. Esso è ordinato per poter essere corretto e migliorato ed integra dei comandi che il programmatore può utilizzare senza doverli riscrivere da zero. La macchina, il computer, non ha bisogno di semplificazioni perchè dialoga direttamente attraverso l'elettricità con il sistema binario, quindi il programma detto "eseguibile" è scritto in un codice comprensibile dalla macchina ma non dall'uomo. Un programmatore ha bisogno di un linguaggio semplificato e ciò che scrive in quel linguaggio, cioè ciò di cui è composto un programma, è il codice sorgente. Il codice sorgente solitamente è coperto dal segreto industriale.

Il sistema operativo Windows, ad esempio, ha il segreto industriale in una maniera simile a quella in cui lo ha la ricetta della Coca Cola.

La Microsoft cerca in tutte le maniere di non far accedere nessuno a tutto il codice per paura che venga copiato e riutilizzato. All'interno di Windows quindi nessuno sa cosa c'è fino in fondo. Esso potrebbe contenere qualsiasi programma senza che nessuno possa accorgersene, quindi magari dei codici che inviano alla Microsoft informazioni sul nostro operato. I programmi di aggiornamento di Windows sono dei robot che entrano dentro il nostro sistema e lo esplorano per vedere se è obsoleto oppure no e per decidere se aggiornarlo o meno. Quindi, nello stesso momento, possono essere un modo per "spiare" e leggere i nostri files, le nostre lettere, le nostre email.

Tutto questo sistema nasce per colpa o per merito dell'elettricità.

Noi siamo tutti in questa trappola ed anche la sinistra è disorientata. Io pensavo che essa se ne accorgesse, invece anch'essa ci si trova completamente avvolta. Tutti i politici presi ad uno ad uno sembrerebbero favorevoli a cambiare questo tipo di sistema, ma quasi nessuno va contro, c'è inconsapevolezza oppure non conviene.

Ci vogliono dei "geni" per contrastare questo sistema e dunque parliamo dei GENI.

Negli anni '70 c'era il MIT che era il più grande istituto tecnologico al mondo dove lavoravano i più grandi ricercatori ed informatici del mondo. La ricerca che andava per la maggiore in quegli anni era quella sull'intelligenza artificiale.

In tanti lavoravano con il software ma molti programmi ancora non esistevano ed erano loro stessi ad avere il compito di crearli. Esisteva il sistema operativo UNIX e utilizzavano i codici sorgenti per elaborare i programmi. Non c'erano segreti, il codice sorgente era aperto, visibile a tutti, lavoravano tutti insieme. Infatti tutti i geni solitamente tendono a collaborare ed a cooperare, essi hanno una mentalità di condivisione per il progresso, altrimenti non sarebbero dei geni.

A un certo punto una società la Xerox dona al MIT in sponsorizzazione una nuovissima stampante laser. Gli informatici del MIT decidono di mettere le mani sul software di stampa per modificarlo, migliorarlo e correggerne alcuni errori. Prendono il driver, cioè il software per la stampa, ma esso era chiuso. La XEROX aveva rilasciato solamente l'eseguibile e non il codice sorgente. Allora chiedono alla XEROX il codice ma la XEROX risponde che ci avrebbe pensato essa stessa a migliorare il programma e che dovevano attendere la versione aggiornata. Gli informatici insistono, forti del fatto che era molto più semplice per loro avere il codice, anche perchè essi erano gli informatici più bravi del mondo ed erano in grado di modificarlo senza dover attendere i tempi del rilascio degli aggiornamenti. La XEROX dice di NO, il codice ha il segreto industriale. E' questo che ha generato nella mente di alcuni di loro la rabbia per il senso di non libertà che c'era in quell'azione. Ed è per controbattere quel gesto che è scaturita l'idea del software libero.

A quel punto Richard Stallman, sostenuto dai suoi colleghi ricercatori del MIT, studia ed inventa un nuovo tipo di copyright che soprannomina CopyLeft. La licenza di copyright GPL (Licenza Pubblica Generica) che dice: se io creo un programma usatelo, studiatelo e modificatelo per migliorarlo, distribuitelo come volete, io vi lascio il codice sorgente. L'unico obbligo che avrete è che chi lo modifica deve rilasciarlo di nuovo con lo stesso tipo di copyright, cioè con il copyleft. Da qualche parte rimarrà il tuo nome (il tuo copyright), ma anche tu dovrai rilasciarne il codice. In questa maniera tutti potranno migliorare e far evolvere il programma e gli aggiornamenti del programma e tutti potranno averlo ed usarlo per i propri scopi.

Che programmatore sei se non hai mai visto il codice sorgente del programma che usi? Gnu/Linux permette questa trasparenza dei codici e tutti i software liberi lo permettono. Essi per questo vengono detti Open Source (sorgente aperto), mentre Windows no! Si è dunque per forza ignoranti usando Windows!

Nel 1991, con la creazione del World Wide Web e la nascita del primo sito web, internet comincia a decollare. Dall'America, la rete aveva raggiunto il Nord Europa ed in Finlandia un ragazzino di nome Linus Torvald inventa un sistema operativo molto simile a UNIX (che era quello utilizzato dai ricercatori del MIT) e gli dà il suo nome. Richard Stallman lo contatta e gli dice: se per tutelare il tuo sistema Linux userai la licenza GPL, noi ti aiuteremo a svilupparlo. Linus accetta molto volentieri la proposta.

Molti programmatori allora presero i programmi che ormai, con la rete dei ricercatori amici di Stallman, avevano creato e che, nell'insieme, vengono denominati "progetto GNU". Poi tolsero UNIX dai loro computer e lo sostituirono con il sistema operativo LINUX riadattando i programmi per questo nuovo Sistema. E' così che si comincia a diffondersi la consapevolezza che allora era possibile: si poteva rendere tutto libero e funzionante. Il mondo poteva essere libero!

Linux quindi è stato creato e migliorato dai ricercatori più bravi del mondo e diventa sempre più efficiente. Inizialmente dunque era molto più stabile di Windows ma scarno per quanto riguarda la grafica. Quindi, non essendo di facile intuizione, era particolarmente inadatto ad essere usato dalle masse.

Ma il tempo e l'arrivo di altri programmatori seguiti anche da grafici e artisti, aiutò il progetto di Linux ad avere un'interfaccia più facile da usare. Il software libero quindi continua a crescere e a diventare sempre più alla portata di tutti. E, più la gente lo usa, più contribuisce a migliorarlo, più Linux diventa facile da utilizzare.

Tra l'altro ci sono cose che la Microsoft non potrà mai fare, a meno che non renda libero anche il suo sistema. Non può farti scaricare Photoshop da internet, perchè non è suo.

Nel 2001 nasce Wikipedia, la stessa licenza del software libero applicata ad un'enciclopedia. Wikipedia in soli due anni supera la più grande enciclopedia inglese per numero di voci. Molti dicono che Wikipedia non è attendibile. In primo luogo l'enciclopedia britannica è di un privato, è normale che questo per questioni di concorrenza tenderà ad infamare la sua avversaria. Inoltre basta prendere gli articoli scientifici dell'enciclopedia britannica e quelli di Wikipedia e confrontarli e si scopre che ci sono più errori nell'enciclopedia britannica che in Wikipedia. Infine, come nel software libero chi lo fa sono i più grandi informatici del mondo, così in Wikipedia a scriverci sono i più grandi scrittori del mondo.

Se pochi o nessun professore saprebbe dirci nei dettagli come avviene la fabbrica di un accendino, un operaio che lavora in una fabbrica di accendini certo lo saprà molto meglio. Immaginiamoci quindi che egli o suo figlio vada su Wikipedia e scriva o corregga la voce "accendino". A quel punto un professore che solitamente scrive su Wikipedia legge la voce e decide di correggere la grammatica dell'operaio. Ecco come può nascere una voce corretta e leggibile, certamente molto più attendibile e completa rispetto a quella di un'enciclopedia tradizionale.

Se in un'enciclopedia ci scrivono milioni di persone è naturale che essa sia più attendibile perchè passata al vaglio di più persone. Sarà quindi meno di parte e più corretta poichè avrà l'apporto e la critica di tanti. Inoltre Wikipedia è di proprietà di una fondazione non profit quindi non c'è nessuno che vive della sua rendita. Non si può neanche pensare alla manipolazione politica poichè quando ce n'è il sospetto ed in periodi di crisi gli amministratori di Wikipedia bloccano le voci politicamente più calde per evitare strumentalizzazioni.

Nel 2001 nascono le licenze di copyleft riadattate all'arte che vengono chiamate "Creative Commons". L'autore (non la SIAE) decide da solo come tutelare la propria opera. "Se a me fa comodo che la mia musica venga scaricata per farmi conoscere, la metto in condivisione su internet così ho più possibilità di essere conosciuto. Ma per metterla in condivisione stando in regola con le leggi utilizzo le licenze Creative Commons". Quindi anche le Creative Commons danno un'alternativa alla sottomissione alle multinazionali in particolare a quelle discografiche che solitamente utilizzano il copyright, cioè la frase famosa: "all right reserved".

Creative Commons = Creatività Comune, Condivisione della Conoscenza.

Le licenze sono state concepite e scritte da un avvocato americano Laurence Lessig che insieme a Richard Stallman oggi fa parte della Free Software Foundation. La FSF tra i suoi scopi principali ha quello di tutelare chi subisce cause riguardanti il copyleft.

Anche MySpace è una specie di organismo vivente, un ecosistema digitale che si cura da solo, cresce, si evolve. Ma a differenza di Wikipedia, MySpace è stato acquistato da un ricchissimo privato, Murdoc, che cerca tutti i modi per renderlo economicamente produttivo soprattutto grazie alla pubblicità. Ma se Murdoc tentasse di modificare il cuore del sistema in poco tempo myspace si sgonfierebbe perchè tutti i suoi iscritti si sposterebbero verso altri ecosistemi simili ma più liberi. Quindi, anche se di proprietà di un capitalista essa è anticapitalista e si autogoverna. Se la SIAE si mettesse contro MySpace sarebbero guai seri per essa perchè andrebbe contro se stessa, poichè gli autori iscritti alla SIAE si trovano quasi tutti anche su MySpace. Si stima che quaranta milioni di autori hanno messo la loro musica in condivisione su MySpace.

Sempre nel 2001 (che come sappiamo e come abbiamo visto è un anno molto particolare) c'è il boom di Napster e del p2p. Ma quando nel 2002 Napster viene inquisito e chiuso cominciano a nascere come funghi centinaia di altri sistemi di condivisione peer-to-peer.

Quando il modello del software libero verrà applicato alla medicina, pagheremo molto meno le medicine e le multinazionali farmaceutiche subiranno un grave smacco. Questo perchè attualmente quello che paghiamo è soprattutto il brevetto non la produzione. Se per esempio l'India prendesse un farmaco, lo copiasse e lo fabbricasse con i propri mezzi, le medicine che paghiamo oggi tanti euro in realtà verrebbero a costare forse uno o pochi euro. Una volta che hai inventato la medicina, la riproduzione della stessa è semplice. Dunque quello del copyleft è un modello che scardina qualsiasi campo e che se applicato anche alla medicina potrebbe salvare tante vite.

Le multinazionali sono talmente arroganti da esser convinte di potersi appropriare anche della vita, quindi prendono il riso lo modificano geneticamente (OGM) e se ne appropriano mettendoci il brevetto.

Verso la metà del 2005 le grandi lobbies hanno tentato di ingannare i politici del parlamento europeo asserendo che la proprietà intellettuale aveva bisogno di essere tutelata dal brevetto per permettere ai programmatori di avere un reddito. Quindi il software, che veniva compreso all'interno della parola "proprietà intellettuale", rischiava di passare dal regime del copyright a quello del brevetto. La menzogna era che il software era già tutelato dal copyright, tanto che la Microsoft era diventata, grazie alla tutela, ricca come non mai! Quindi cambiare e passare dalla tutela con il copyright a quella del brevetto era solamente un modo per annullare l'effetto del copyleft, quindi un tentativo di soffocazione del software libero!

Le lobbies hanno iniziato a fare pressione sui parlamentari affinchè il software fosse brevettabile e, in questo scenario di ignoranza dei più sui dettagli di queste differenze, come si faceva ad asserire che non era vero che la proprietà intellettuale dovesse essere tutelata dal brevetto? Come si faceva a far capire che la nuova legge non serviva a favorire l'autore, ma solamente ad arricchire ulteriormente le tasche delle multinazionali?

Per far fronte a questo scontro, il movimento per la cultura libera si è unito formando una lobby inversa, una lobby per difendere il software libero! GNU/Linux per ora salvo. La legge, con 648 voti contrari e 14 a favore, è stata evitata e per fortuna per ora nessuno può più fermare il software libero.

Ma ci sono altri modi per fermarlo?

Più di 200 multinazionali (in primo luogo AMD, Hewlett-Packard, IBM, Infineon, Intel, Lenovo, Microsoft, Seagate, Sun, Wave system) si sono unite sotto un cartello denominato "Trusted Computing Group" (Gruppo per l'informatica fidata - trustedcomputinggroup.org) creata allo scopo di "salvarci", dicono loro, dall'informatica infida. Il sistema che si sono inventati è quello di mettere un chip all'interno delle schede hardware che commercializzano. Tale chip, prima chiamato Palladium, ora TPM (servizio Trusted Platform Module), serve a controllare che qualsiasi programma o files sia consentito. Ma solamente queste aziende, se passasse la loro idea, avranno facoltà di decidere quali software consentire o meno!

Consentiranno l'uso del software libero e del p2p? Ci permetteranno di ascoltare musica libera e non prodotta dalle multinazionali? Ci consentiranno di continuare ad accedere a Wikipedia?

Uno dei modi per vincere la tecnologia trust, che perpetua la logica del controllo, è opporgli una tecnologia non trust (senza questo chip di controllo). I programmatori del software libero sono abbastanza convinti che il trust non vincerà mai, anche perchè ci sono paesi come la Cina o l'India, che producono tecnologie untrusted. La Cina ultimamente ha messo in commercio un computer che costa circa 120 dollari con tecnologia propria e dichiaratamente UnTrusted. Anche se la Cina, come paese, ha i suoi aspetti negativi e le sue contraddizioni, non è tutto negativo ciò che fa. Senza la Cina probabilmente oggi saremmo sotto il totale controllo delle multinazionali americane.

Ma se noi, non volendo, siamo parte delle multinazionali, essendone le batterie ed i consumatori, se non possiamo fidarci di noi stessi, di chi possiamo fidarci allora?

Ci si può fidare certamente del mondo non profit: delle associazioni, delle cooperative, delle fondazioni. Per contrastare sistemi come il Trusted Computing Group, bisogna creare delle multinazionali inverse, e per farlo è importante costruire un mondo di organizzazioni non profit.

Wikipedia ad esempio viene gestita da Wikimedia Foundation, Mozilla Firefox dalla Mozilla Foundation, per Ubuntu è già stata costituita una Fondazione omonima creata appositamente e con un fondo di 10 milioni di dollari nel caso in cui la società attuale Canonical Ltd dovesse terminare le attività, la distribuzione Debian è coordinata da una organizzazione non profit, ecc.

Anche noi abbiamo scelto di creare un'organizzazione untrusted, la Free Hardware Foundation. Siamo per ora 45 membri e con essa quando verrà il momento, potremo produrre e pagare chi lavora, pur rimanendo non profit. Noi vediamo la nostra Fondazione come una creatura composta da tante cellule, le persone, un ecosistema che può crescere ed evolvere.

Le libertà fondamentali su cui si basa il software libero sono il diritto di utilizzo, studio, modifica, miglioramento, copia, diffusione, riproduzione, distribuzione, commercializzazione, la totale libertà! Il software libero ha dentro di se il virus positivo della libertà. Il software libero non è di proprietà dello Stato o di una multinazionale, è delle persone, di migliaia di programmatori che lo hanno scritto, ma tutti possono contribuire a migliorarlo e possono liberamente utilizzarlo. Assomiglierebbe così ad un'anarchia, ma non lo è poichè esso è regolato dalle leggi del copyleft.

Come il software contiene un codice sorgente, anche la Vita contiene un suo codice: il DNA, il codice genetico. E' la cellula che, nel momento della riproduzione, invia questo messaggio e la cellula ha insito in sè il concetto di cooperazione e di condivisione. Senza la duplicazione della cellula non potrebbe esserci la vita per come la intendiamo oggi e questa metafora è per dire che, così come tutto nella vita biologica ha un codice per sopravvivere ed evolvere, questo vale anche per il software e l'hardware. Se impedisci al codice di un software di essere modificato stai negando la vita e stai impedendo la sua evoluzione.

Noi tutti abbiamo dentro di noi un istinto che ci spinge al miglioramento, all'evoluzione. Quando l'uomo ha capito che la luna non era solamente una luce, ma un pianeta dove poter andare, ha dovuto andarci per forza e si è spinto oltre nella tecnologia. Oggi siamo giunti alla soglia della creazione dell'intelligenza artificiale e, anche se ancora dobbiamo svilupparla meglio, presto ci arriveremo.

La Fondazione ha il compito principale di battersi per far si che qualsiasi tipo di codice rimanga libero e aperto, anche perchè avere un codice aperto è l'unica maniera che abbiamo per trovare l'antidoto a qualsiasi problema. Senza la conoscenza non possiamo difenderci e svilupparci e saremo sottomessi. La Free Hardware Foundation, per perseguire i suoi scopi, può organizzare le iniziative più disparate e in tutti i campi dello scibile umano. L'importante è che la barra sia sempre dritta verso il suo scopo principale, il raggiungimento di una nuova civiltà che a noi piace definire: "La civiltà della Condivisione della Conoscenza e del Sapere"

Intervista a cura di Valeria Lobello.